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Cantone Formazione docenti

Formazione dei docenti: più materie abilitate, più pratica in aula

Un gruppo di lavoro guidato dalla direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti propone di abilitare i futuri docenti su più materie e di rafforzare la pratica in aula. L'obiettivo è anche affrontare il calo demografico e le incertezze occupazionali nella scuola ticinese.

di Brenno 14 ottobre 2026 2 min di lettura

Il caso dei tredici nuovi docenti di italiano abilitati lo scorso anno, senza concorsi aperti nelle scuole medie superiori, aveva riacceso il dibattito sul precariato nella formazione degli insegnanti in Ticino. Da quel dibattito è partito il lavoro di un gruppo presieduto dalla direttrice del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) Marina Carobbio Guscetti, che per quasi un anno e mezzo ha elaborato proposte per migliorare la formazione al DFA, il Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI.

Tra le proposte principali figura la formazione combinata, che abiliterebbe contemporaneamente all'insegnamento nelle scuole medie e nelle medie superiori. Si punta inoltre su docenti pluridisciplinari. Secondo Emanuele Berger, coordinatore del DECS e membro del gruppo di lavoro, insegnare più materie allo stesso allievo rafforza la relazione educativa e riduce il carico di lavoro per i docenti, una richiesta ricorrente del corpo insegnante. Berger sottolinea anche un vantaggio in termini di stabilità occupazionale: chi è abilitato in tre discipline rischia meno di restare senza ore se in una materia la domanda dovesse calare.

Dalle consultazioni con direttori, docenti e sindacati è emersa anche la richiesta di una formazione più pratica. Daniela Willi-Piezzi, direttrice del DFA/ASP e membro del gruppo di lavoro, spiega che l'obiettivo è una pratica in aula integrata con i concetti teorici e con momenti di discussione e riflessione, utili a migliorare l'insegnamento quotidiano.

Occupazione e calo demografico

Il lavoro del gruppo ha permesso anche di fotografare la situazione occupazionale dei docenti. Alle scuole medie, 19 insegnanti su 20 hanno conseguito il diploma in Ticino; alle medie superiori il rapporto è di 16 su 20. Quasi tutti i diplomati del DFA lavorano nella scuola ticinese. Dei tredici docenti di italiano abilitati nel 2025, la maggior parte ha oggi trovato un impiego, nell'insegnamento o in altri ambiti.

Per Carobbio Guscetti, la questione delle prospettive professionali di chi si forma come insegnante è centrale perché il Ticino affronta un forte cambiamento demografico: allievi e sezioni sono in diminuzione, e serve un equilibrio che garantisca possibilità di lavoro a chi scelga di diventare docente.

Resta da migliorare anche il coordinamento tra DECS e DFA, in un contesto segnato da tagli ai finanziamenti della scuola. Alcune misure potrebbero essere introdotte già con il nuovo contratto di prestazione dal 2029, per poi essere approfondite nella prossima legislatura.

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