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Economia Patrimoni

Le dieci regole per accumulare ricchezza secondo lo storico Joseph Moore

Risolvere problemi che gli altri non vogliono affrontare e restare investiti. L'analisi di due secoli di fortune americane in un decalogo.

di Gottardo 16 agosto 2026 3 min di lettura

Lo storico americano Joseph Moore, 48 anni, studia da anni la formazione dei patrimoni negli Stati Uniti e investe in prima persona. In un'intervista al Tages-Anzeiger ha riassunto in dieci regole quello che ha trovato.

La prima riguarda il lavoro. Chi accumula ricchezza risolve problemi che riguardano altre persone, e in particolare fa "ciò che gli altri non sono pronti a fare". La seconda è la più antica di tutte e Moore la formula senza giri di parole: "Sposarsi in modo intelligente. È una delle poche cose che hanno resistito al tempo". Un divorzio, osserva, è il singolo evento che più frequentemente dimezza un patrimonio.

Seguono regole più concrete: affittare le camere che non si usano, essere disposti a trasferirsi dove il lavoro rende di più, investire nella formazione dei figli, non fare da garante per i debiti altrui. Quest'ultimo punto è quello su cui Moore ha visto più patrimoni familiari andare in pezzi.

Rischio, mode e pazienza

La parte finale del decalogo riguarda gli investimenti. Non tentare di battere il mercato, non inseguire le mode e restare investiti anche quando i corsi scendono. Moore accetta invece i rischi calcolati e li considera necessari: "Viviamo nel periodo a minor rischio della storia del mondo!".

Sulla propria esperienza è diretto. Nel 2005 aveva comprato una casa che si è rivelata un cattivo affare quando la crisi del 2008 è arrivata: "È stata una decisione stupida, ma nel 2005 abbiamo tutti preso decisioni idiote".

Moore mette anche in guardia da un uso troppo rigido delle sue stesse regole. "Il capitalismo è molto dinamico, le regole del gioco cambiano", ricorda. Le fortune costruite sul Greenback del 1860, quelle sopravvissute alla Prima guerra mondiale e quelle spazzate via dal crollo del 1929 seguono percorsi che non si ripetono in modo identico. La statistica ricorrente è invece un'altra: la maggior parte dei patrimoni si disperde nell'arco di due generazioni.

L'ultimo consiglio è di non organizzare le proprie scelte attorno alla previsione della prossima crisi. "Non fissarsi sulle crisi, insomma", conclude.

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