Svizzera Tecnologia
Raffreddare i chip dell'IA consumando meno acqua ed energia
L'EPFL e la startup losannese Corintis lavorano su sistemi di raffreddamento su misura per ogni processore. Il guadagno di efficienza rischia però di essere annullato dalla crescita della domanda.
Ricercatori attivi in Svizzera stanno sviluppando tecnologie per raffreddare i centri di calcolo dedicati all'intelligenza artificiale con minori consumi. Il lavoro coinvolge il Politecnico federale di Losanna e la startup Corintis.
La dimensione del problema è già misurabile. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia i centri dati assorbono oggi circa l'1,5% del consumo mondiale di elettricità, e la quota dovrebbe avvicinarsi al 3% entro il 2030. Uno studio delle Nazioni Unite prevede che nello stesso periodo l'impronta idrica di queste strutture raddoppi.
Sistemi su misura per ogni processore
Corintis ha progettato sistemi di raffreddamento adattati al profilo termico di ciascun chip. L'accorgimento può ridurre di circa il 20% l'elettricità richiesta dai gruppi frigoriferi.
L'azienda è stata fondata a Losanna nel 2022 e punta a produrre un milione di piastre di raffreddamento all'anno. Le prime installazioni di rilievo sono attese a partire dal 2027. Microsoft è l'unico partner confermato pubblicamente.
Il progetto «Heating Bits» dell'EPFL segue una strada diversa. Recupera il calore di scarto a temperature elevate, fra i 70 e i 75 gradi, per riutilizzarlo nelle reti di teleriscaldamento oppure per riconvertirlo in elettricità con la tecnologia del ciclo Rankine organico.
Il ricercatore Jonathan Koomey avverte che il raffreddamento dei chip rappresenta solo metà dell'equazione. I guadagni di efficienza rischiano di essere annullati dalla rapida crescita della domanda legata all'intelligenza artificiale.
Il consumo d'acqua varia inoltre in misura enorme fra un impianto e l'altro, con differenze che possono arrivare a diecimila volte a seconda della progettazione e delle condizioni operative. È un intervallo che rende poco significativa una media di settore.
Il professor Mario Paolone pone la domanda di fondo, cioè se gli attuali ritmi di crescita dell'intelligenza artificiale siano compatibili con gli obiettivi della transizione energetica.
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.