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Coleottero giapponese, in calo le catture in Ticino

Il monitoraggio cantonale registra una diminuzione degli esemplari adulti nella zona infestata. Dal prossimo bilancio di fine stagione dipenderà la valutazione precisa dell’infestazione e degli eventuali danni.

di Redazione 3 agosto 2026 3 min di lettura

Il numero di coleotteri giapponesi catturati in Ticino è attualmente in netto calo. Lo comunica il Dipartimento delle finanze e dell’economia, sulla base del monitoraggio ancora in corso nella zona infestata. Per un bilancio definitivo sarà però necessario attendere la fine della stagione.

La strategia cantonale per il contenimento di Popillia japonica è stata applicata con il coinvolgimento dei Comuni. Il dispositivo comprende 3’400 trappole a feromoni per il monitoraggio intensivo. Vi hanno aderito 71 Comuni, che si occupano anche della gestione e dello svuotamento periodico delle trappole.

Secondo i dati disponibili al 27 luglio, le catture ammontano a circa 25 milioni di insetti. Il conteggio finale sarà completato dopo la ricezione dei dati di tutti i Comuni. I risultati serviranno a individuare le aree con una maggiore presenza del coleottero e a valutare dove rafforzare gli interventi.

La situazione sul territorio

Il coleottero giapponese è un organismo da quarantena originario dell’Asia. In Ticino è stato individuato nel 2017. Poiché si è stabilito sul territorio, l’eradicazione non è considerata possibile. L’Ufficio federale dell’agricoltura ha quindi definito una zona infestata e una zona cuscinetto, dove si applicano misure per limitarne la diffusione.

Le condizioni primaverili stabili e le temperature elevate hanno favorito uno sviluppo sincronizzato delle larve presenti nel terreno. Gli adulti sono comparsi in modo concentrato tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Questa dinamica ha permesso di concentrare gli interventi agricoli in un periodo più breve.

Nel 2026 la presenza dell’insetto si è consolidata sul Piano di Magadino, nel Locarnese, nel Bellinzonese e in alcune zone viticole delle valli superiori. In alcuni vigneti sono state osservate forti defogliazioni. Non è ancora possibile stabilire se queste avranno conseguenze sulla produzione. Le piante colpite mostrano intanto una buona ripresa vegetativa.

Sul Piano di Magadino è inoltre in corso il progetto di ricerca PUPILLA, condotto da WSL e Agroscope-Campus di Cadenazzo. Per consentirne lo svolgimento, l’Ufficio federale dell’agricoltura ha esentato i Comuni dell’area di studio dall’installazione della rete di trappole prevista inizialmente.

Il prossimo aggiornamento è previsto nella prima metà di ottobre.

Commenti

1 commento
  1. goblin

    bastardi

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