Svizzera Sovranità digitale
Cloud governativo: la Confederazione apre il bando da 7 miliardi
La Confederazione ha pubblicato il bando per lo Swiss Government Cloud, un progetto da 7 miliardi di franchi in 14 anni per gestire i dati di amministrazione federale, cantoni e comuni. L'obiettivo è garantire maggiore sovranità digitale, affidando l'infrastruttura a cinque fornitori diversi suddivisi su tre livelli di sicurezza.
La Confederazione ha pubblicato martedì il bando per lo Swiss Government Cloud, il nuovo sistema con cui intende gestire e conservare i dati digitali di amministrazione federale, cantoni e comuni. Il progetto, curato dall'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT), prevede una spesa di 7 miliardi di franchi distribuita su 14 anni.
Il direttore dell'UFIT, Dirk Lindemann, ha motivato l'operazione con i limiti dell'attuale infrastruttura informatica federale. Alla radiotelevisione svizzero-tedesca SRF ha dichiarato: “Non si può costruire l'amministrazione di domani con la tecnologia di ieri”. Oltre a rispondere alla crescente digitalizzazione dei servizi pubblici, il progetto punta a rafforzare la sovranità sui dati.
Tre livelli e cinque fornitori
Il sistema sarà organizzato su tre livelli, scelti in base alla sensibilità delle informazioni. Il livello “Global Reach” riguarda dati poco sensibili, come quelli meteorologici, e permette la conservazione anche all'estero. Il livello “Enhanced Data Governance” copre informazioni che richiedono standard più elevati: elaborazione e conservazione dovranno avvenire in Svizzera, con una preferenza per tecnologie open source. Il livello “On-Premise” è riservato ai dati più sensibili, come quelli fiscali e finanziari, che resteranno nei centri di calcolo della Confederazione con i requisiti di sicurezza più stringenti.
Per evitare di dipendere da un solo fornitore, la Confederazione assegnerà i mandati a cinque aziende diverse: due per il primo livello, due per il secondo, una per il terzo. Le candidature sono aperte fino al 18 dicembre e le aggiudicazioni sono previste per l'estate del 2027, a condizione che la procedura non venga rallentata da ricorsi.
Secondo Matthias Stürmer, responsabile della ricerca sulla sostenibilità digitale all'Università di Berna, il bando segna un cambio di rotta rispetto al passato, quando la Svizzera si è appoggiata soprattutto alle grandi piattaforme statunitensi. La novità principale, osserva il ricercatore, è che la gara non esclude più a priori le aziende svizzere, come accadeva in precedenti procedure che richiedevano una presenza operativa su più continenti. Resta però da vedere se le imprese elvetiche riusciranno a competere con gruppi come Google, Microsoft o Amazon.
Rahel Estermann, co-direttrice dell'associazione Digitale Gesellschaft, apprezza l'attenzione alla sovranità digitale ma segnala un rischio concreto: i requisiti economici del bando potrebbero essere troppo onerosi per molte aziende svizzere, lasciando ancora una volta il mercato ai grandi operatori americani. Il tema è legato al Cloud Act statunitense, che permette alle autorità Usa di richiedere l'accesso ai dati delle società americane indipendentemente da dove siano conservati.
Il nuovo cloud non sarà riservato a Berna: cantoni e comuni potranno aderirvi su base volontaria, condividendo infrastrutture e standard di sicurezza. Resta da chiarire quanto l'investimento, distribuito su 14 anni, si tradurrà in risparmi di scala per gli enti locali rispetto a soluzioni commerciali già disponibili sul mercato.
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