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Isole galleggianti sul Ceresio contro alghe e cianobatteri

Tre consiglieri comunali di AlternativA chiedono al Municipio di Mendrisio se sia disposto a sperimentare a Capolago strutture modulari con piante acquatiche capaci di assorbire azoto e fosforo. Il progetto è stato sviluppato con la Supsi.

di Brenno 12 agosto 2026 3 min di lettura Mendrisiotto

Tre consiglieri comunali di AlternativA a Mendrisio, Jacopo Scacchi, Monika Fischer Kiskanc e Giampaolo Baragiola, hanno depositato un'interrogazione che propone di installare isole galleggianti sul Ceresio. Chiedono al Municipio se sia a conoscenza del progetto e se intenda valutarne una sperimentazione, in particolare nella zona di Capolago.

Il problema da cui parte l'atto è ricorrente e riguarda tutto il bacino. Nei periodi più caldi il lago conosce fenomeni di proliferazione di alghe e cianobatteri, che incidono sulla qualità dell'acqua, sulla sicurezza della balneazione e sull'immagine turistica della regione. I cianobatteri, in particolare, possono produrre tossine e portare alla chiusura temporanea delle zone di bagno.

Come funzionano

Le strutture proposte sono moduli galleggianti su cui crescono piante acquatiche. Le radici pescano direttamente nell'acqua e assorbono l'azoto e il fosforo in eccesso, cioè i nutrienti che alimentano la crescita delle alghe. Sottraendo nutrienti si riducono le condizioni che favoriscono la proliferazione. È una forma di fitodepurazione, tecnica già usata in bacini artificiali e in tratti fluviali, applicata qui a un lago naturale. Il progetto è stato sviluppato con il coinvolgimento della Supsi.

Gli interroganti presentano l'idea come un tentativo di tenere insieme tre obiettivi che di solito vengono trattati separatamente: la protezione ambientale, la qualità del paesaggio e la valorizzazione del territorio. Un modulo vegetato galleggiante, sostengono, non è un impianto tecnico da nascondere ma un elemento che si può integrare nel paesaggio lacustre.

La domanda che l'interrogazione lascia aperta è quella dell'efficacia su scala. La quantità di azoto e fosforo che alcune isole galleggianti possono assorbire va confrontata con i carichi che arrivano nel bacino dai depuratori, dai dilavamenti agricoli e dagli scarichi diffusi. Il Ceresio ha inoltre un ricambio d'acqua lento, che è una delle ragioni per cui i nutrienti vi si accumulano. Una sperimentazione servirebbe proprio a misurare questo rapporto, che sulla carta resta incerto.

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