Svizzera Assicurazione invalidità
Assicurazione invalidità, fondi a rischio entro il 2031 senza riforma
Il Consiglio federale ha messo in consultazione una riforma dell'assicurazione invalidità che punta a rafforzare l'integrazione professionale dei giovani con problemi psichici e a stabilizzare le finanze dell'assicurazione. Senza interventi, il patrimonio dell'AI si esaurirebbe entro il 2031.
Il Consiglio federale ha aperto mercoledì la consultazione sulla prossima riforma dell'assicurazione invalidità (AI). L'esecutivo vuole rafforzare l'integrazione professionale delle persone assicurate e, al tempo stesso, risanare le finanze dell'assicurazione, che negli ultimi anni hanno continuato a deteriorarsi.
Negli ultimi anni il numero di nuove rendite AI è aumentato in tutte le fasce d'età, ma l'aumento più marcato riguarda i giovani tra i 18 e i 24 anni. Il motivo principale sono le malattie psichiche: chi comincia a riscuotere una rendita così presto nella vita rischia di restarne dipendente per molto tempo, perché ha più difficoltà a entrare o rientrare nel mondo del lavoro.
Per questo il Governo propone una nuova prestazione per l'integrazione, riservata a circa mille giovani all'anno che hanno un potenziale di integrazione ma condizioni di salute che oggi non permettono loro di partecipare ai provvedimenti professionali dell'AI. Consisterebbe in un'indennità di circa 1000 franchi al mese e in un accompagnamento prolungato e individuale, che coinvolgerebbe anche l'ambiente della persona. La riforma vuole inoltre migliorare l'accesso a formazioni e formazioni continue per i giovani e per le persone con reddito basso o poca qualificazione, che oggi spesso non soddisfano i requisiti per una ricollocazione professionale.
Risparmi e nuovi contributi
Le finanze dell'AI presentano un disavanzo strutturale dall'inizio degli anni Novanta. Nel 2025 il deficit ha superato i 200 milioni di franchi e, secondo le previsioni, potrebbe salire a oltre 600 milioni entro il 2030. Il Fondo di compensazione dispone oggi di liquidità pari solo al 33% delle uscite annue, contro il 50% previsto dalla legge: senza correttivi, il patrimonio sarebbe esaurito nel 2031.
Per ridurre le uscite, il Consiglio federale propone di innalzare dal 70% all'80% il grado d'invalidità necessario per avere diritto a una rendita intera, e di ridurre l'indennità giornaliera per le persone senza obblighi di mantenimento, sul modello dell'assicurazione contro la disoccupazione. Misure che, secondo le stime del Governo, taglierebbero le uscite dell'AI di 150 milioni di franchi nel 2030. Resta da capire quante persone con un grado d'invalidità tra il 70 e l'80% si troveranno con una rendita più bassa, e quale margine resterà a chi percepisce già le indennità giornaliere più modeste.
Sul fronte delle entrate, l'esecutivo punta su un aumento temporaneo e uno permanente dei contributi salariali, su un contributo supplementare per i redditi sopra i 181'440 franchi e su una quota della tassa sulle case da gioco, oggi destinata solo all'AVS. Il contributo supplementare sarebbe diviso a metà tra lavoratori e datori di lavoro. Il Governo stima che l'insieme delle misure permetterebbe al Fondo AI di tornare, entro il 2036, al 50% delle uscite annue previsto dalla legge. La consultazione durerà fino al 4 febbraio 2027.
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