Cantone Conciliazione affitti
Affitti, in Ticino risolte sette liti su dieci davanti ai conciliatori
Nel 2025 in Ticino sono state aperte 1'211 procedure di conciliazione tra proprietari e inquilini, e in sette casi su dieci le parti hanno trovato un accordo. I motivi principali sono le richieste di riduzione dell'affitto e le contestazioni legate a disdette e risarcimenti.
Nel 2025 in Ticino sono state avviate 1'211 procedure davanti agli Uffici di conciliazione in materia di locazione. Nel 70 per cento dei casi, proprietari e inquilini sono riusciti a trovare un'intesa senza arrivare in tribunale.
Il meccanismo è apprezzato da entrambe le parti. Erasmo Pelli, presidente dell'Ufficio di conciliazione 3 di Lugano Ovest, racconta che anche posizioni molto distanti sono arrivate a un accordo. Per Renata Galfetti, segretaria cantonale della Camera ticinese dell'economia fondiaria (CATEF), il vantaggio principale è la prevedibilità: una procedura in pretura può durare a lungo, con costi e esiti incerti, mentre la conciliazione ha un termine definito.
Le ragioni che portano davanti ai conciliatori sono diverse secondo chi le solleva. I proprietari si rivolgono agli uffici soprattutto per conguagli contestati, disdette, risarcimenti danni o pigioni non pagate. Gli inquilini, invece, chiedono principalmente una riduzione dell'affitto.
Più richieste dopo i due ribassi del tasso di riferimento
Secondo Céline Dellagana-Rabuffetti, segretaria generale ticinese dell'Associazione svizzera degli inquilini (ASI), i due abbassamenti del tasso di riferimento ipotecario avvenuti nel 2025, a marzo e a settembre, hanno spinto più inquilini a presentare domanda di riduzione della pigione. Dellagana-Rabuffetti segnala anche un aumento delle contestazioni per difetti nell'appartamento affittato: problemi che prima venivano tollerati, oggi vengono segnalati con più frequenza.
Un capitolo specifico riguarda le richieste di protrazione del contratto dopo una disdetta, un tema emerso in particolare nel Luganese. Pelli spiega che si tratta spesso di inquilini che vivono da oltre vent'anni nello stesso appartamento, per cui un trasferimento rapido rappresenta un peso notevole. In questi casi l'Ufficio di conciliazione propone di norma soluzioni intermedie, accettate nella maggior parte dei casi da entrambe le parti.
Resta da vedere se il 2026 confermerà lo stesso tasso di successo. I segnali raccolti dalle due associazioni non sono univoci: l'ASI osserva un aumento dei contenziosi e una minore disponibilità a trattare, mentre il CATEF segnala una diffidenza crescente da parte di alcuni proprietari, che si sentono talvolta descritti in termini poco lusinghieri. Resta aperta la domanda su come garantire, anche in un contesto di maggiore conflittualità, un accesso rapido ed equo alla conciliazione per chi ha meno margine per sostenere i costi e i tempi di una causa in pretura.
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.


