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Aeroporto di Lugano, concessione federale rinnovata fino al 2056

Il Dipartimento federale dei trasporti ha rinnovato per 30 anni la concessione dell'Aeroporto di Lugano. Il nuovo direttore parla di un orizzonte certo per pianificare gli investimenti, rimasti fermi per decenni.

di Gottardo 6 ottobre 2026 3 min di lettura Luganese
Lugano Airport
Lugano Airport Immagine d'archivio Carsten Steger — CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Negli scorsi giorni il Dipartimento federale dei trasporti ha rinnovato la concessione fino al 2056. Lo scalo guadagna così tempo per portare avanti investimenti fermi da decenni e per valutare un riposizionamento in un mercato dell'aviazione in cambiamento.

Il nuovo direttore Christian Castelli definisce la decisione così: «Il rinnovo della concessione dà un orizzonte certo». Su 30 anni, aggiunge, si può programmare meglio.

Un gruppo di lavoro, presieduto dal capo dicastero, sta ultimando una proposta da sottoporre al Municipio. Poi passerà al Consiglio comunale, presentata dalla direzione aeroportuale. Per ora lo scalo si concentra su manutenzione, sicurezza e conformità.

Compagnie straniere e voli verso Ginevra

Secondo indiscrezioni, resta sul tavolo l'ipotesi di una partnership pubblico-privato. Il Parlamento federale potrebbe inoltre permettere alle compagnie straniere di effettuare voli interni alla Svizzera. Lugano sostiene da sempre che questa apertura sarebbe fondamentale per ripristinare il volo verso Ginevra.

Castelli riconosce che la norma «di per sé toglie un ostacolo», ma «non crea ancora il collegamento». Negli ultimi mesi ci sono stati contatti informali, ma non è ancora arrivata una proposta concreta. Secondo il direttore la situazione è probabilmente legata anche al cabotaggio ancora in vigore.

Sui motivi del mancato ritorno dei voli, Castelli può al massimo formulare alcune ipotesi. Il dato di fatto è che i voli di linea sono finiti e da allora non è tornato nessuno. La legge riserva queste tratte a compagnie svizzere, al momento non interessate.

Nel frattempo lo scalo si è riposizionato: è cresciuta in modo importante l'aviazione d'affari, insieme ai voli della Rega e a quelli istituzionali. Castelli non lo considera un destino, ma «una base su cui costruire il futuro dell'aeroporto». Negli ultimi cinque anni lo scalo ha chiuso quattro volte.

Castelli osserva che i costruttori si sono concentrati sulla standardizzazione, lasciando in secondo piano gli aerei per l'aviazione regionale. Con l'innovazione tecnologica, però, questo segmento sembra tornare d'interesse. Stanno arrivando aerei in grado di atterrare su piste più corte, quindi la lunghezza della pista non sarebbe più un fattore determinante.

La pista resta un fattore, ma pesano anche la regione montagnosa e la vicinanza con Malpensa: da Lugano, 30 secondi dopo il decollo, si entra nello spazio aereo italiano e serve un coordinamento.

Tra il 2018 e il 2019 lo scalo perde i voli di linea. Una compagnia pronta a collegare Lugano e Ginevra fallisce alla vigilia dell'inaugurazione. Adria Airways, che gestiva per Swiss il collegamento con Zurigo, sospende i voli e non torna più in servizio. Swiss suggerisce allora ai clienti ticinesi di prendere il treno.

Nel 2020, in piena pandemia, la società ASA finisce in liquidazione e lo scalo passa sotto il controllo diretto del Municipio e del Cantone. Lo stesso anno il Municipio lancia una call of interest internazionale per cercare partner privati disposti a investire in hangar e nuovo terminal. Il processo si arena nel 2023: l'aeroporto regge finanziariamente da solo e alcuni candidati hanno presentato ricorsi.

Le ultime mosse federali potrebbero però cambiare lo scenario. Il Consiglio degli Stati ha approvato la possibilità per le compagnie aeree estere di operare voli interni alla Svizzera, decisione che attende il via libera del Consiglio nazionale. Se sarà confermata, le tratte di linea non saranno più riservate alle sole compagnie svizzere. Per la prima volta dal crollo dei collegamenti, il collegamento Lugano-Ginevra potrebbe interessare operatori stranieri.

Restano aperte alcune domande sui conti. Quali investimenti verranno proposti, quanto costeranno e chi li finanzierà? Una partnership pubblico-privato dovrà chiarire come si ripartiscono rischi e costi. Ogni nuova spesa andrà valutata con attenzione.

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