Svizzera Clima
A Ginevra e Losanna migliaia in piazza per il clima
Migliaia di persone hanno manifestato a Ginevra e Losanna per chiedere misure più rapide contro il cambiamento climatico. La mobilitazione, promossa da oltre cento organizzazioni, proseguirà nelle prossime settimane in diverse città svizzere, tra cui Bellinzona.

Sabato pomeriggio migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Ginevra e Losanna per chiedere misure più incisive contro il cambiamento climatico. I cortei sono stati organizzati dopo un'estate segnata da forti ondate di calore, dietro lo slogan "Soffocare non è inevitabile".
Sui cartelli dei manifestanti comparivano messaggi come "Non c'è un pianeta B", "L'aereo del futuro è il treno" e "Siamo fritti". La mobilitazione è stata promossa da una coalizione di oltre cento tra associazioni, organizzazioni e partiti. Le richieste riguardano due fronti: accelerare le misure per ridurre le emissioni di CO2 e, allo stesso tempo, rafforzare quelle per adattarsi alle conseguenze del riscaldamento globale, già visibili nelle estati sempre più calde e nei periodi di siccità.
Secondo gli organizzatori, i piani climatici attuali non procedono abbastanza in fretta rispetto all'urgenza della situazione. La coalizione "Pas d'été à 50 degrés" ("Niente estati a 50 gradi") avverte che, senza un cambio di rotta nelle politiche pubbliche, la Svizzera potrebbe raggiungere entro il 2050 temperature estive di 50 gradi.
Nuove manifestazioni fino a ottobre
Le proteste non si fermano a questo fine settimana. Sono già previste nuove manifestazioni in diverse città svizzere, tra cui Friburgo, Bellinzona, Berna, Zurigo e Coira, fino al 2 ottobre. La tappa di Bellinzona porta la mobilitazione anche in Ticino, coinvolgendo così pure la Svizzera italiana nel calendario delle proteste.
Le ondate di calore sempre più frequenti pesano in modo diseguale sulla popolazione: colpiscono soprattutto chi lavora all'aperto, chi vive in alloggi poco isolati o non può permettersi climatizzazione, e mettono sotto pressione ospedali e servizi pubblici nei picchi di calura estiva. Le rivendicazioni dei manifestanti lasciano aperte alcune domande che riguardano anche la politica ticinese e federale nelle prossime settimane: con quale rapidità le misure annunciate si tradurranno in decisioni concrete, e chi sosterrà i costi di un adattamento che, secondo la coalizione promotrice, non può più aspettare.
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