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Svizzera Clima e siccità

Siccità estiva, Rösti difende la risposta del Consiglio federale

Il Governo stanzia 73 milioni di franchi per contrastare gli effetti della siccità, tra boschi e agricoltura. I Verdi criticano l'assenza di misure per città e salute.

di Brenno 28 agosto 2026 3 min di lettura

Il Consiglio federale vuole stanziare 73 milioni di franchi per attenuare le conseguenze della siccità che ha colpito la Svizzera quest'estate. Il pacchetto prevede 17,5 milioni di franchi aggiuntivi per i boschi, un credito che era stato tagliato con le misure di risparmio e che ora torna nella spesa pubblica. Ai contadini andranno 54 milioni di franchi come compensazione per la perdita di guadagno.

Il consigliere federale Albert Rösti, a capo del Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, ha respinto le accuse di aver reagito con lentezza alla canicola estiva. Ha detto che il Governo ha preso sul serio la situazione fin da subito e che dispone degli strumenti per agire. Una tavola rotonda con uffici ed esperti dovrà individuare entro fine ottobre eventuali necessità aggiuntive e proporre nuove misure.

Critiche dai Verdi, sostegno cauto dai liberali verdi

Per Lisa Mazzone, presidente dei Verdi, le misure annunciate non bastano. Ha definito positivo l'aiuto all'agricoltura, ma ha detto che il pacchetto non affronta la radice del problema: mancano misure per le città, per la salute e per la popolazione.

Jürg Grossen, presidente dei Verdi liberali, ha giudicato la proposta insufficiente e la reazione del Governo troppo lenta, ma ha annunciato che il suo partito sosterrà comunque le misure. L'Unione svizzera dei contadini ha accolto positivamente gli aiuti all'agricoltura. BoscoSvizzera, l'associazione dei proprietari di bosco, ha parlato di un primo passo importante, chiedendo però ulteriori interventi.

Rösti ha difeso l'entità dei fondi: per i boschi la Confederazione spende già 115 milioni di franchi all'anno, ai quali si aggiungono i 17,5 milioni supplementari, cifra che sarà raddoppiata dai contributi cantonali e che resterà valida fino al 2031. Per le misure già esistenti di protezione del clima, decarbonizzazione, abbandono dei combustibili fossili, tutela della biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici, la Confederazione spende circa 3 miliardi di franchi.

Durante la conferenza stampa non è mai stato usato il termine «crisi climatica». Rösti ha spiegato di non averlo usato perché la Svizzera dispone delle misure necessarie per agire, invitando a mantenere le proporzioni rispetto a quanto accade in altre parti del mondo. Ha comunque riconosciuto che in alcune regioni la situazione può già essere definita una crisi.

Sulla situazione a Sud delle Alpi, dove la siccità estiva è ormai una realtà da anni, Rösti ha detto che la Confederazione sta già agendo, ad esempio con una strategia di gestione delle risorse idriche. Ha ricordato che quest'estate non c'è stata una crisi dell'approvvigionamento idrico, pur ammettendo di non aver previsto una durata così lunga della siccità. Ha riconosciuto che resta molto lavoro da fare sull'adattamento. Sulla gestione delle acque del Lago Maggiore con l'Italia, il consigliere federale ha confermato i contatti in corso ma non si è sbilanciato su tempi e contenuti di un possibile accordo.

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