Cantone Segreto d'ufficio
Segreto d'ufficio sul caso Gobbi, due agenti rischiano il licenziamento
Tre agenti della polizia cantonale sono sotto inchiesta per aver diffuso informazioni riservate sul caso Gobbi a due granconsiglieri, un giornalista e un assicuratore. A due di loro sarebbe stato prospettato il licenziamento.
Tre agenti della polizia cantonale sono sotto inchiesta per il caso Gobbi, l'incidente occorso in Leventina al consigliere di Stato Gobbi. Gli agenti sono sospettati di aver raccolto e diffuso informazioni coperte dal segreto d'ufficio sulla vicenda.
Secondo gli inquirenti i destinatari di queste informazioni sarebbero quattro persone: un giornalista, un assicuratore e due granconsiglieri, Matteo Pronzini e Fiorenzo Dadò. Pronzini e Dadò avevano presentato, all'inizio del 2024, due interpellanze separate sulla trasparenza nella gestione del caso.
L'inchiesta è nata da accertamenti condotti su uno dei tre agenti per un altro episodio, il danneggiamento a colpi d'arma da fuoco di un radar a Monteggio. Dall'esame del suo telefono sono emersi diversi contatti con Pronzini. Il 7 febbraio 2024, prima che il caso Gobbi diventasse pubblico, l'agente gli avrebbe scritto che si trattava di “Roba che scotta. Insabbiato”. Lo stesso agente avrebbe contattato Pronzini anche alla vigilia dell'interpellanza presentata dal granconsigliere.
Un sospetto analogo riguarda i contatti legati all'interpellanza firmata da Dadò. In questo caso, però, le verifiche ordinate dal procuratore generale Andrea Pagani non hanno portato a elementi concreti.
I tre poliziotti hanno respinto le accuse. Per loro vale la presunzione di innocenza.
Gli interrogatori
Nelle scorse settimane il procuratore generale ha interrogato anche Pronzini e Dadò, sentiti come persone informate sui fatti. Entrambi hanno negato di aver ricevuto dati riservati dagli agenti. Il ministero pubblico, contattato dalla RSI, non ha voluto commentare.
Già in luglio erano stati interrogati, sempre come persone informate sui fatti, il giornalista e l'assicuratore. Quest'ultimo, secondo la procura, sarebbe stato contattato per ottenere indicazioni sull'incidente capitato a Gobbi. Era poi diventato imputato, ma Pagani ha chiuso la sua posizione con un decreto di abbandono.
L'inchiesta contro i tre agenti della polizia cantonale resta aperta. Nel frattempo, a due di loro sarebbe stato prospettato il licenziamento.
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