Mondo Guerra in Ucraina
Ottocentoventidue droni ucraini abbattuti, il più vasto attacco dell’anno
Le difese russe dicono di avere intercettato i velivoli su quattordici regioni, la Crimea e i mari d’Azov e Nero. Tre morti e un ferito nella regione di Rostov.
L'attacco condotto nella notte dai droni ucraini contro la Russia è stato il più vasto dall'inizio dell'anno. Le difese aeree russe affermano di avere intercettato e distrutto 822 velivoli senza pilota. Il dato è diffuso dal ministero della Difesa russo e riportato dall'agenzia Tass.
Secondo quegli stessi dati, i droni sono stati intercettati nei cieli delle regioni di Belgorod, Bryansk, Vladimir, Volgograd, Voronezh, Kaluga, Kursk, Lipetsk, Nizhny Novgorod, Oryol, Rostov, Ryazan, Tambov e Tula, nella regione di Mosca, nel territorio di Krasnodar e in Crimea, oltre che sulle acque dei mari d'Azov e Nero. In precedenza si era parlato di seicento droni lanciati contro la sola Mosca.
Tre persone sono morte e una è rimasta ferita nella regione di Rostov, nel sud del Paese. Lo ha dichiarato il governatore Yury Slyusar, citato dalla Tass: nella notte tre persone sono state uccise in seguito a un attacco aereo sulla regione e un'altra è stata ricoverata. Sempre secondo il governatore, nella regione sono stati distrutti oltre 150 droni nei pressi di tre città e in nove distretti.
Una progressione rapida
I numeri diffusi da Mosca descrivono un'intensificazione nel giro di pochi giorni. L'attacco precedente di vasta portata risaliva alla notte del 15 agosto, quando le difese russe avevano dichiarato l'abbattimento di 598 droni ucraini. Prima di quello, il massimo dall'inizio dell'anno era stato registrato il 26 giugno, con 660 velivoli intercettati e distrutti, sempre secondo i conteggi della Tass basati sui dati del ministero della Difesa.
I bilanci diffusi dalle parti in conflitto non sono verificabili in modo indipendente. La sequenza indicata dalla Tass mostra comunque che, nell'arco di due giorni, la cifra dichiarata è passata da poco meno di seicento a oltre ottocento, e che gli obiettivi si sono distribuiti su un'area molto ampia del territorio russo, dalla frontiera fino alla regione di Nizhny Novgorod e a quella di Vladimir, oltre settecento chilometri a est di Mosca.
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