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Morbillo negli Stati Uniti: 3’887 casi e stato di emergenza a New York
Negli Stati Uniti i casi confermati di morbillo dall’inizio del 2026 sono 3’887, il dato più alto dal 1991. Lo stato di New York ha dichiarato l’emergenza per ampliare il numero di professionisti che possono vaccinare.

Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), aggiornati al primo ottobre, i casi confermati di morbillo negli Stati Uniti dall’inizio del 2026 sono 3’887. È il bilancio più alto dal 1991 e supera già i 2’289 contagi registrati in tutto il 2025. Il 95% delle infezioni è riconducibile a focolai.
Tra le aree più colpite c’è la Pennsylvania. Lunedì le autorità sanitarie dello stato hanno comunicato 1’004 casi, 198 ricoveri e cinque decessi. Tutte le persone morte non erano vaccinate. Nella sola contea di Lancaster si contano 391 infezioni.
Nello stato di New York la governatrice Kathy Hochul ha dichiarato l’emergenza lunedì 5 ottobre. La decisione è arrivata dopo l’esame degli ultimi dati, con l’obiettivo di rafforzare gli interventi già in corso. In una nota Hochul ha affermato: “Nessuno dovrebbe ammalarsi gravemente o morire per una malattia prevenibile con un vaccino”.
Nello stato i casi registrati fino al 3 ottobre sono 108: sette in città e 101 nel resto del territorio. Di questi, 92 sono emersi dalla metà di luglio in comunità rurali con copertura vaccinale insufficiente, sparse in 18 contee.
Più professionisti autorizzati
L’ordinanza estende la platea dei professionisti che possono somministrare il vaccino a paramedici, operatori avanzati dei servizi di emergenza, farmacisti e ostetriche. Un’altra parte del provvedimento permette agli infermieri di richiedere i test. Nelle aree interessate sono già state somministrate oltre mille dosi di vaccino.
Secondo Hochul, le misure serviranno a proteggere gli abitanti e a sostenere gli operatori impegnati nelle comunità per contenere la diffusione della malattia. L’emergenza resterà in vigore fino al 4 novembre.
Le comunità rurali con copertura vaccinale insufficiente concentrano la maggior parte dei casi registrati nello stato. Il testo non dice quale sia oggi l’accesso alla vaccinazione in quelle zone, né in quanto tempo i nuovi operatori potranno agire sul territorio. Resta da capire se le misure raggiungeranno in tempi utili le comunità più esposte.
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