Vai al contenuto
il Cantonale

Giornale digitale indipendente della Svizzera italiana

Mondo Ucraina

La tregua di Oleshky scade senza proroga, ma si muove la diplomazia

La tregua umanitaria nella città ucraina di Oleshky, occupata dai russi, non sarà estesa nonostante la richiesta di Kiev. Intanto proseguono i contatti diplomatici tra Mosca, Kiev e Washington.

di Redazione 2 novembre 2026 3 min di lettura

Alle 22 di questa sera (ora svizzera) scade la tregua concessa nella città ucraina di Oleshky, sotto occupazione russa. Durante la sospensione delle ostilità sono stati permessi l'ingresso di viveri e medicinali e l'uscita dei civili che lo desideravano. Prima della tregua la zona era sotto attacco di droni e le vie di fuga erano minate.

Il ministero degli esteri ucraino ha detto all'agenzia France Presse di aver proposto a Mosca un prolungamento della tregua, ma la Russia ha rifiutato.

Un bilancio positivo, ma la guerra continua

I due principali mediatori dell'accordo, il commissario ucraino per i diritti umani Dmytro Lubinets e la sua controparte russa Yana Lantratova, hanno definito positivo il bilancio della tregua e hanno espresso la speranza che iniziative simili si possano ripetere. Lo stesso auspicio è stato espresso oggi da Papa Leone XIV, che insieme alla first lady statunitense Melania Trump aveva contribuito a organizzare la tregua. All'Angelus il Pontefice ha detto di sperare che la collaborazione tra le parti faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative di pace.

La tregua, la più lunga dall'inizio del conflitto, ha riguardato anche la vicina città di Cherson, tra le più colpite dai bombardamenti in Ucraina. Durante la sospensione delle ostilità sono stati evacuati anche 167 civili dalla regione di Cherson, secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine citato dall'agenzia Ukrinform. Mosca e Kiev si sono però accusate a vicenda di aver usato la tregua per rafforzare le proprie posizioni militari, e con la scadenza dell'accordo è probabile che Cherson torni sotto bombardamento.

Nel resto del Paese i combattimenti non si sono fermati: negli ultimi giorni sono morte più di venti persone in tutta l'Ucraina, Kiev è stata bombardata quotidianamente e a Dnipro milioni di persone sono rimaste senza elettricità e senza acqua. Dopo la breve pausa, anche le forze ucraine hanno ripreso ad attaccare le raffinerie russe.

Sul piano diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto a incontrare Vladimir Putin in Turchia, sperando che il presidente turco possa facilitare i negoziati. Zelensky chiede un dialogo ai massimi livelli sui temi chiave: un cessate il fuoco duraturo, un meccanismo di controllo del suo rispetto, le garanzie di sicurezza e la ricostruzione. Ha ribadito di non essere disposto a cedere il Donbass né a riconoscere l'annessione russa della Crimea. Putin ha risposto che Zelensky, se vuole parlare, può venire a Mosca.

A margine del G20 di Atlanta, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov quello che ha definito un "breve scambio" su un possibile incontro tra Donald Trump e Putin al vertice APEC del 18 e 19 novembre a Shenzhen, in Cina. Lavrov ha parlato di "una conversazione piuttosto piacevole". Trump non avrebbe problemi a invitare anche Zelensky al vertice.

Commenti

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

Lascia un commento