Cantone Diritti politici
Grigioni al voto il 27 settembre sul diritto di voto dai 16 anni
Il 27 settembre i Grigioni votano una revisione costituzionale che abbasserebbe a 16 anni il diritto di voto e di firma su iniziative e referendum, lasciando invariata a 18 anni l'età per l'eleggibilità.
Il 27 settembre i cittadini del Canton Grigioni si pronunciano su una modifica della Costituzione cantonale che abbasserebbe a 16 anni l'età per votare e per firmare iniziative e referendum a livello cantonale e comunale. Il diritto di eleggibilità resterebbe invece riservato ai maggiorenni.
Il progetto nasce da una petizione presentata nel 2019 dalla Sessione cantonale dei giovani. Il deputato centrista Gian Andris Derungs ha quindi depositato un incarico per la revisione costituzionale, richiamando l'esempio di Glarona e l'obiettivo di coinvolgere maggiormente i giovani nella vita politica. Il Governo si è detto favorevole e il Gran Consiglio ha accolto la mozione nel 2022. Il progetto definitivo ha ottenuto il via libera del Parlamento lo scorso aprile e ora, trattandosi di una revisione costituzionale, deve passare dalle urne.
In termini numerici la portata del cambiamento sarebbe limitata: si stima che ne beneficerebbero circa 2'800 giovani. Il significato politico, però, andrebbe oltre i numeri: un sì rappresenterebbe un segnale di fiducia verso i giovani e potrebbe rilanciare il dibattito in altri Cantoni, e forse anche a livello federale.
Un precedente isolato
Finora il voto dai 16 anni è realtà solo nel Canton Glarona, introdotto dalla Landsgemeinde nel 2007 dopo tre votazioni assembleari e con un risultato molto risicato. Da allora tutti i tentativi analoghi sono falliti alle urne: bocciature nette a Basilea Città e Uri nel 2009, poi tra il 2018 e il 2022 a Basilea Campagna, Zurigo, Berna, Neuchâtel e di nuovo a Uri. Anche Argovia e Lucerna hanno respinto la proposta negli ultimi due anni. In altri Cantoni, tra cui Ginevra, San Gallo, Vaud, Svitto, Turgovia e Giura, i parlamenti hanno bocciato mozioni sul tema prima ancora di arrivare al voto popolare. In Ticino un'iniziativa parlamentare generica presentata in Gran Consiglio a metà 2020 non ha ancora avuto seguito. A livello federale, un'iniziativa della consigliera nazionale Sibel Arslan è stata liquidata dal Consiglio nazionale nel febbraio 2024.
Nella procedura di consultazione del 2025 la maggioranza dei partiti grigionesi si è espressa a favore della riforma; a opporsi sono l'UDC e il PLR, con le rispettive organizzazioni giovanili. Anche tra i Comuni le posizioni divergono: Coira, Davos e Scuol sostengono la riforma, mentre Domat/Ems, Klosters e San Vittore l'hanno respinta, segnalando uno squilibrio tra diritti e doveri.
I favorevoli vedono nella riforma una risposta all'invecchiamento della popolazione e un modo per coinvolgere nella vita politica i sedicenni e i diciassettenni interessati. I contrari ritengono che ai minorenni manchi la maturità politica necessaria, li giudicano più esposti all'influenza dei social media e contestano la scelta di separare il diritto di voto da quello di eleggibilità. Il verdetto delle urne è atteso tra due settimane.
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