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Cantone Giustizia

Gran Consiglio vota un tribunale amministrativo ticinese di primo grado

Il Parlamento cantonale ha approvato martedì la creazione di un'autorità giudiziaria indipendente per i ricorsi contro Comuni e servizi cantonali. La decisione dovrà essere confermata dal popolo.

di Redazione 28 ottobre 2026 2 min di lettura

Il Gran Consiglio ticinese ha approvato martedì pomeriggio la creazione di un tribunale amministrativo di primo grado. La decisione, votata con 50 sì, 28 no e 6 astensioni, dovrà ora passare al voto popolare per diventare effettiva.

Attualmente i ricorsi contro le decisioni dei Comuni e dei servizi cantonali vengono trattati dal Consiglio di Stato. La proposta, presentata dal deputato del Centro Fiorenzo Dadò, prevede invece un'autorità giudiziaria indipendente dall'esecutivo.

Secondo Dadò, il nuovo tribunale migliorerebbe la trasparenza delle decisioni, alleggerirebbe il Governo di 1300 casi all'anno ed eviterebbe che le decisioni sui ricorsi risentano di valutazioni politiche. "La politica deve governare, la giustizia deve giudicare", ha dichiarato il deputato in aula, sottolineando che oggi giudice e giudicato coincidono nella stessa persona, perché il servizio dei ricorsi non è indipendente dall'esecutivo e il governo può chiedere modifiche ai progetti di decisione. Dadò ha precisato di non voler accusare nessuno di abusi né metterne in discussione la professionalità, ma ha insistito sulla necessità di escludere anche solo il dubbio di un'interferenza politica.

Contrari alla riforma si sono schierati Lega, Partito socialista e Verdi, che hanno sostenuto, numeri alla mano, come il sistema attuale funzioni e sia in vigore anche in una dozzina di altri cantoni. Della stessa opinione il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che in aula ha garantito, numeri alla mano, il buon funzionamento del sistema vigente. Le sue argomentazioni non sono bastate a convincere la maggioranza del Parlamento.

Costi e tempi

Interpellato dalla trasmissione Seidisera, Gobbi ha ricordato che la riforma non sarà priva di costi. Andrà trovato uno spazio logistico per una ventina di collaboratori e futuri magistrati, e si dovranno adeguare i loro salari: nella magistratura ticinese le retribuzioni sono già oggi superiori a quelle dell'amministrazione, anche per rafforzarne l'indipendenza. Per questo, ha spiegato Gobbi, sarà il popolo ticinese a dover decidere se vuole una maggiore indipendenza della giustizia, accettando anche maggiori costi.

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