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Cantone Voto del 27 settembre

Nasce il comitato civico a favore del progetto sulla Fortezza

Ventisette persone attive nel commercio, nella cultura e nel turismo lanciano 'Facciamoci Belli' in vista del voto sui 19,1 milioni per i castelli di Bellinzona. Il referendum interpartitico contesta la cifra, il nome e l'accesso a pagamento.

di Redazione 12 agosto 2026 4 min di lettura Bellinzonese

Si è costituito a Bellinzona il comitato civico 'Facciamoci Belli – Sì il 27 settembre', che sostiene il progetto di valorizzazione della Fortezza in votazione la prima domenica d'autunno. Il gruppo riunisce ventisette persone attive nel commercio, nella ristorazione, nell'albergheria, nella cultura, nell'intrattenimento, nell'imprenditoria, nell'informazione e nello sport. Sul sito del comitato figura una cinquantina di sostenitori, e la presentazione pubblica è fissata per il 24 agosto.

L'oggetto del voto è il messaggio da 19,1 milioni approvato in marzo dal Consiglio comunale per realizzare la prima tappa e progettare la seconda. Di quella cifra 4,5 milioni sono a carico della Città e 14,5 milioni a carico di Cantone e Confederazione, con un orizzonte di realizzazione fissato al 2029. Il denaro è destinato all'ampliamento dell'offerta museale e alla manutenzione di quanto esiste già. Contro il messaggio è stato lanciato un referendum interpartitico.

Quattro obiezioni e quattro risposte

I referendisti contestano l'importo, giudicato eccessivo; l'uso del nome Fortezza al posto di castelli; l'introduzione dell'accesso a pagamento in più punti del complesso; e la scelta di affidare la gestione a una fondazione anziché tenerla in Città. Il comitato favorevole difende la denominazione ufficiale, usata nelle campagne promozionali fuori cantone, osservando che i castelli continueranno a chiamarsi così, e ricorda che i residenti nella città aggregata potranno entrare gratuitamente mostrando la tessera Bellinzona 360.

Sull'utilità dell'intervento il comitato porta un dato: si stima che solo il cinque per cento dei bellinzonesi frequenti regolarmente la Fortezza. Il monumento è quindi soprattutto una destinazione per turisti e visitatori, che segnalano scarsità di contenuti e di attività, oltre a problemi di accessibilità e sicurezza. Dai primi restauri sono passati trentacinque anni e dall'iscrizione all'Unesco ventisei.

Il piano finanziario prevede cinque nuovi posti di lavoro dopo la fase di investimento e un indotto per l'economia locale stimato in 14,2 milioni, contro i 7,1 milioni calcolati in uno studio del 2015 su un pubblico di centomila visitatori paganti e non. Le entrate verrebbero da biglietti, locazione di spazi per eventi, visite guidate, negozio, audioguide e parcheggi, con un pareggio previsto già dal primo anno.

A chi sostiene che quei milioni sarebbero meglio spesi altrove, il comitato risponde che i contributi di Cantone e Confederazione sono vincolati a questo progetto e non trasferibili. Cita infine i confronti: Friburgo investe 71 milioni nel nuovo Museo di storia naturale, il restauro del castello di Grandson ne vale 52, il progetto cantonale per il Museo di storia naturale a Locarno ammonta a 36 milioni, la Città di Locarno ne prevede 15 per la parte architettonica del castello visconteo e il Lac di Lugano ha superato i 200 milioni.

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