Vai al contenuto
il Cantonale

Giornale digitale indipendente della Svizzera italiana

Mondo Elezioni in Brasile

Flavio Bolsonaro lascia il Brasile e vola negli Stati Uniti

Il candidato sconfitto al ballottaggio presidenziale brasiliano è su un volo per gli Stati Uniti nonostante il sequestro del passaporto. Washington ha annunciato che gli concederà un visto, mentre Lula parla di fuga vergognosa.

di Redazione 28 ottobre 2026 3 min di lettura

Flavio Bolsonaro, il candidato sconfitto domenica al ballottaggio presidenziale brasiliano contro Luiz Inácio Lula da Silva, ha lasciato il Brasile. Lo riportano diversi quotidiani sudamericani, secondo i quali la fuga sarebbe stata organizzata nella notte tra lunedì e martedì. Il 45enne si sarebbe diretto negli Stati Uniti: un funzionario americano citato dalla Reuters ha confermato che Bolsonaro si trova su un volo con destinazione USA.

Il governo statunitense ha sostenuto la sua decisione di lasciare il Brasile. Secondo la CNN, che cita fonti vicine alla Casa Bianca, Washington concederà un visto a Bolsonaro e alla sua famiglia.

Lula, che non ha detto di avere informazioni precise sulla vicenda, ha comunque commentato duramente la notizia durante i festeggiamenti per il suo 81esimo compleanno a Brasilia: "Lasciare il Brasile è vergognoso", ha detto, aggiungendo che per Bolsonaro "il Brasile è la sua seconda patria. La prima è leccare gli stivali degli Stati Uniti". La polizia federale brasiliana ha intanto controllato i valichi di frontiera con l'Argentina e i registri dei voli per verificare l'effettiva partenza di Bolsonaro verso gli Stati Uniti, alleati del presidente Donald Trump.

Il passaporto ritirato

Dopo le elezioni le autorità brasiliane avevano già ipotizzato una possibile fuga, perché Bolsonaro è sotto inchiesta per diversi casi di corruzione. Un precedente c'è già: l'anno scorso suo fratello Eduardo era fuggito negli Stati Uniti, indagato per il ruolo avuto nell'assalto alle istituzioni brasiliane del 2023, compiuto dai sostenitori del padre Jair, ex presidente sconfitto alle elezioni dell'anno precedente.

Per evitare un nuovo caso simile, lunedì sera le autorità hanno ritirato il passaporto al candidato sconfitto. Bolsonaro ha raccontato di essere stato fermato dalla polizia mentre tornava da una visita al padre, agli arresti domiciliari, e di essersi visto togliere il documento: "Non ho mai pensato di lasciare il Paese", ha detto. Secondo la Reuters, però, Bolsonaro ha lasciato scadere il termine fissato dalla Corte Suprema senza restituire il passaporto, che la polizia federale ha quindi annullato.

Gli investigatori ipotizzano che Bolsonaro sia passato prima dall'Argentina, dove per entrare dal Brasile basta la carta d'identità. Un aereo privato di una compagnia argentina è atterrato lunedì alle 23.45 a Puerto Iguazú, al confine tra i due Paesi, con un piano di volo che secondo i media argentini indicava quattro passeggeri, tra cui Bolsonaro, poi passato su un altro jet privato diretto negli Stati Uniti. Il governo argentino di Javier Milei, che sostiene Bolsonaro, ha smentito la ricostruzione, definendola basata su "voci inesistenti" e assicurando che la documentazione dell'aereo è in regola e che nessun piano di volo includeva la famiglia Bolsonaro.

La Corte Suprema brasiliana ha infine ordinato un'inchiesta su possibili finanziamenti stranieri alla campagna di Bolsonaro, vietati dalla legge brasiliana, e su un'eventuale ingerenza estera legata anche a un possibile scambio tra sostegno politico e accesso ai minerali critici del Paese. Gli inquirenti sospettano il coinvolgimento di una società statunitense.

Commenti

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

Lascia un commento