Economia Patrimonio e turismo
È morto Vitaliano Borromeo Arese, trasformò il turismo sul Lago Maggiore
Il presidente della società Kaleon ed erede della famiglia Borromeo è scomparso a 66 anni. Negli ultimi quindici anni aveva guidato la valorizzazione del patrimonio del Lago Maggiore, portando le attività del gruppo in Borsa.

È morto a 66 anni Vitaliano Borromeo Arese, presidente della società italiana Kaleon ed erede della nobile famiglia proprietaria di diversi beni sul Lago Maggiore, tra cui Isola Bella e Isola Madre, nell'arcipelago delle Isole Borromee. Lo ha reso noto la stessa azienda.
Borromeo Arese aveva maturato una lunga esperienza imprenditoriale nei settori industriale, immobiliare e finanziario. Negli ultimi quindici anni si era dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturalistico del lago, guidando lo sviluppo delle attività di Terre Borromeo, gestite dalla holding Kaleon.
Il percorso imprenditoriale è culminato il primo dicembre 2025, con la quotazione in Borsa della società. Per un patrimonio di famiglia secolare, la scelta del mercato dei capitali invece del solo ricorso a fondi pubblici o familiari segna un modello di gestione privata applicato alla conservazione di beni storici e paesaggistici. Il Lago Maggiore si estende anche sulla sponda svizzera del Locarnese, sebbene le attività gestite da Kaleon restino concentrate sul versante italiano.
Un gruppo in espansione
Oltre alle Isole Borromee, Kaleon gestisce nel Verbano-Cusio-Ossola il Parco Pallavicino e il Parco del Mottarone, entrambi a Stresa, e i Castelli di Cannero. Nel Varesotto la società amministra anche la Rocca di Angera. Di recente si è aggiudicata la gestione del Castello di Vogogna, in bassa Val d'Ossola, la cui riapertura è prevista a breve.
La scomparsa del presidente arriva meno di un anno dopo l'ingresso in Borsa e mentre il perimetro dei siti gestiti continua ad ampliarsi. Resta da chiarire chi assumerà la guida industriale del gruppo e se il modello scelto da Borromeo Arese, basato sul finanziamento tramite il mercato dei capitali piuttosto che su sussidi pubblici, potrà garantire la sostenibilità finanziaria della gestione di un patrimonio storico così estesa senza il suo apporto diretto come fondatore e azionista di riferimento. Resta anche da vedere se il gruppo saprà mantenere la propria competitività rispetto ad altri operatori turistici attivi sul Lago Maggiore.
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