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Difesa terra-aria: la Svizzera sceglierà tra Israele e Francia
Il Consiglio federale ha ristretto a due le opzioni per il nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata: l'israeliano Barak MX e il francese SAMP/T NG. Il Dipartimento della Difesa dovrà ora valutare i progetti in vista del dibattito in Parlamento.

Il Consiglio federale ha deciso, nella seduta di mercoledì, che il nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata della Svizzera sarà prodotto in Israele o in Francia. Il governo ha incaricato il Dipartimento della Difesa di valutare nel dettaglio le due opzioni rimaste in corsa.
Per l'esecutivo, il rafforzamento delle capacità di difesa è necessario a causa del peggioramento della situazione geopolitica. I sistemi a lunga gittata, insieme a quelli a corta gittata e agli aerei da combattimento, dovrebbero permettere alla Confederazione di far fronte ad attacchi a distanza e di contrastare anche i missili balistici.
Il Consiglio federale ha analizzato le proposte di quattro aziende, con sede in Francia, Israele e Corea del Sud. La valutazione ha riguardato gli aspetti tecnici e militari, ma anche quelli legati alla politica degli armamenti e alla sicurezza. Le due offerte sudcoreane sono state scartate, mentre restano in gara il sistema israeliano Barak MX e quello francese SAMP/T NG.
I prossimi passi
Il Dipartimento della Difesa dovrà ora approfondire l'analisi dei due progetti. Il dossier arriverà poi in Parlamento, probabilmente già nella sessione invernale delle Camere federali, insieme al messaggio sul finanziamento dell'esercito. Il governo chiede un credito complessivo di 24 miliardi di franchi, di cui 6 miliardi destinati al nuovo sistema terra-aria a lunga gittata e alla copertura di almeno una parte dei costi supplementari per l'acquisto dei missili Patriot statunitensi.
La Svizzera ha infatti già firmato nel 2023 un contratto con gli Stati Uniti per i sistemi Patriot, un altro dispositivo di difesa terra-aria. La loro consegna subirà però ritardi rispetto al termine inizialmente previsto per il 2029, perché Washington ha scelto di dare priorità ai paesi che hanno sostenuto l'Ucraina con i propri sistemi d'arma. Il ritardo ha già alimentato discussioni politiche in Svizzera.
Il Consiglio federale ha comunque confermato l'intenzione di proseguire con l'acquisto dei Patriot. Il governo ha spiegato che «Senza un'alternativa continua non è un'opzione praticabile a causa della situazione in materia di sicurezza». Il Dipartimento della Difesa dovrà portare avanti il progetto con il minor ritardo e i minori costi aggiuntivi possibili.
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