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Caserma dei pompieri a Sant'Antonino: via libera, ma ora arriva il referendum

Il Consiglio comunale di Bellinzona ha approvato l'insediamento della nuova caserma dei pompieri sull'ex sedime LATI a Sant'Antonino e il credito di 14 milioni per l'acquisto, ma il credito di progettazione non ha raggiunto la maggioranza assoluta richiesta. Si profila un referendum.

di Gottardo 20 ottobre 2026 3 min di lettura Bellinzonese
Sant'Antonino
Sant'Antonino Immagine d'archivio Pierre Bona — CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Il Consiglio comunale di Bellinzona ha approvato lunedì sera i punti principali del messaggio municipale sulla nuova caserma del Corpo civici pompieri. L'insediamento sull'ex sedime della LATI a Sant'Antonino è passato con 29 voti a 27. Il credito di 14 milioni di franchi per l'acquisto del sedime e dello stabile ha raccolto 34 voti a 22. Il credito di progettazione di 700'000 franchi è stato invece approvato, ma senza raggiungere la maggioranza assoluta richiesta per questo singolo punto.

Resta ora il nodo del referendum contro l'operazione, dato per molto probabile.

Tutti i gruppi convengono sulla necessità di una nuova sede. L'attuale caserma non risponde più alle esigenze di un corpo che deve coprire un comprensorio ampio, dai confini a nord di Bellinzona fino alla dogana di Dirinella, nel Gambarogno. Il disaccordo riguarda invece la collocazione.

Le due opzioni e lo scontro sulla collocazione

Per lungo tempo l'ipotesi favorita era l'ex Birreria di Carasso. Negli ultimi mesi si è imposta la soluzione dello stabilimento dismesso della LATI a Sant'Antonino, sostenuta dal Municipio, dalla maggioranza della Commissione della gestione e dal Comando dei pompieri. Contro questa scelta si sono schierati il rapporto di minoranza della Gestione, firmato dall'ex sindaco Brenno Martignoni Polti, il Movimento per il socialismo e un gruppo di pompieri che ha scritto in forma anonima ai consiglieri comunali per segnalare le debolezze della soluzione.

Tra gli argomenti dei contrari c'è la distanza dal centro città e la collocazione in una zona nota per il traffico. Martignoni ha dichiarato a SEIDISERA che i tempi di intervento peggioreranno in centro, dove si trovano anche edifici sensibili in caso di incendio. Pesa anche la sinergia prevista con la Protezione civile, che troverebbe sede nello stesso stabile.

Sul piano finanziario, la soluzione Sant'Antonino è quella che ha convinto la maggioranza del Legislativo: il costo complessivo è stimato in 34 milioni di franchi, di cui 14 per acquisto e progettazione e una ventina per la realizzazione, quasi dieci milioni in meno dell'alternativa di Carasso. Il consigliere comunale del Centro Pietro Ghisletta ha sottolineato, sempre a SEIDISERA, il margine di sviluppo futuro offerto dal sedime LATI e la sensibilità dei cittadini ai costi, già emersa in una recente votazione. Per i contrari, invece, le cifre sono destinate a salire.

Il referendum annunciato dovrà ora chiarire se il comune potrà davvero contare sul risparmio messo in evidenza dai favorevoli, o se i tempi supplementari e gli eventuali ricorsi finiranno per appesantire il conto finale.

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