Mondo Sicurezza informatica
Ransomware colpisce il cloud giapponese IDCF, a rischio 495 organizzazioni
Un attacco ransomware ha colpito la piattaforma cloud giapponese IDCF Cloud, del gruppo SoftBank, coinvolgendo 495 organizzazioni. Il recupero dei dati appare difficile e rischiano conseguenze anche i clienti della compagnia ferroviaria JR East.

Un attacco ransomware ha colpito IDCF Cloud, la piattaforma cloud di IDC Frontier, società del gruppo SoftBank. L'attacco è stato individuato il 7 ottobre 2026 alle 3:40 del mattino, ora giapponese, nella regione East Japan Region 1. L'azienda ha confermato l'attacco e isolato i sistemi compromessi. Secondo IDC Frontier, le organizzazioni coinvolte sono 495.
Quattro zone di disponibilità della regione orientale sono state colpite: tesla, henry, pascal e joule. I server virtuali ospitati in queste zone non si riavviano più. Per le altre due zone della stessa regione non sono state confermate intrusioni. IDC Frontier ha chiuso l'accesso ai pannelli di gestione in tutte le regioni, non solo in quella colpita. Le operazioni sulle macchine virtuali vengono ora eseguite manualmente dai tecnici, su richiesta dei clienti.
Il fornitore considera il recupero dei dati molto difficile e ha indicato che si può contare solo sui backup conservati dai clienti stessi. Ai clienti è stato suggerito di trasferire i propri sistemi su altre piattaforme. L'azienda ha avvertito: "I clienti senza copie di backup separate rischiano la perdita irreversibile delle informazioni."
Le conseguenze per JR East
Il 9 ottobre la compagnia ferroviaria JR East ha segnalato un possibile accesso a dati personali dei clienti, avvenuto tramite un appaltatore legato all'infrastruttura colpita. Il rischio riguarda il servizio di prenotazione biglietti Ekinet e il programma fedeltà Club degli adulti del fine settimana. Potrebbero essere esposti date di nascita, numeri di partecipazione al programma e scadenze delle carte di credito. JR East non ha riscontrato accessi a nomi, indirizzi, numeri di telefono o numeri completi delle carte.
La controllata View Card ha segnalato un rischio distinto, relativo a circa 4,03 milioni di indirizzi email. Tra i due casi, il totale delle registrazioni potenzialmente coinvolte è di circa 6,09 milioni, con possibili duplicati tra i database. Al momento non è confermato che gli attaccanti abbiano effettivamente copiato i dati.
Gli autori dell'attacco, in una rivendicazione non confermata da IDC Frontier, parlano di 239 hypervisor compromessi e di 225 repository cifrati, per un totale di 3,6 petabyte di dati. Sostengono inoltre di aver disabilitato oltre 16.600 dischi virtuali e distrutto 554.153 snapshot, con una perdita di 41,5 petabyte di capacità di archiviazione destinata ai backup.
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

