Economia Prezzi dei carburanti
Petrolio in calo, ma la benzina non costa meno in Svizzera
Il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz è ripreso solo in parte e il greggio resta vicino ai 100 dollari al barile. In Svizzera i costi di raffinazione e di trasporto frenano comunque la discesa dei prezzi alla pompa.

Le petroliere hanno ripreso in parte a transitare nello Stretto di Hormuz, nonostante la situazione in Medio Oriente resti tesa. Secondo Marcelo Olarreaga, professore di economia all'Università di Ginevra, i volumi restano però inferiori del 30-40% rispetto al periodo precedente al conflitto. L'incertezza pesa ancora sul mercato: le quantità di petrolio disponibili variano e le quotazioni restano sotto pressione. Dall'inizio di settembre il prezzo del greggio si mantiene vicino ai 100 dollari al barile, nonostante la parziale ripresa del traffico marittimo.
Chi si aspetta un calo immediato alla pompa dovrà attendere. Olarreaga spiega che la trasmissione degli shock del mercato petrolifero ai prezzi della benzina richiede tempo, «soprattutto quando il prezzo del petrolio scende», mentre gli aumenti «si ripercuotono molto più rapidamente». L'attesa è resa più lunga dalla dipendenza della Svizzera dalle importazioni di prodotti petroliferi già raffinati.
Raffinazione e trasporti, i veri colli di bottiglia
Secondo Moreno Volpi, della direzione del TCS, il fattore decisivo è la capacità di raffinazione disponibile. Quando la raffineria di Cressier, l'unica attiva in Svizzera, ha dovuto fermare la produzione per due settimane, i prezzi alla pompa sono saliti di colpo: la capacità era limitata e la domanda si è concentrata su un'offerta ridotta.
Pesano anche i costi di trasporto. Il livello eccezionalmente basso delle acque del Reno ha reso più oneroso il trasporto di petrolio e carburanti. Il fiume è una via di approvvigionamento fondamentale: circa metà del carburante per il traffico stradale svizzero arriva da questa rotta. Quando il livello dell'acqua scende, le navi trasportano quantità minori di merce e i costi salgono.
Per Volpi, la capacità di raffinazione non raddoppierà per effetto delle crisi internazionali in corso. Una delle poche condizioni che potrebbe favorire un calo dei prezzi dei carburanti in Svizzera, osserva, è un aumento del livello del Reno.
La dipendenza da un'unica raffineria e da una sola rotta fluviale lascia il mercato svizzero dei carburanti esposto a ogni interruzione, con poco margine per assorbire gli shock attraverso la concorrenza tra fornitori alternativi. Resta aperta la domanda se valga la pena diversificare le vie di approvvigionamento, a fronte dei costi che un'operazione simile comporterebbe per il settore e, in ultima analisi, per i consumatori.
In attesa di una discesa dei prezzi, il rincaro dei carburanti sembra intanto favorire un interesse crescente per la mobilità elettrica.
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