Economia Commercio estero
Midterm Usa: i democratici riducono il rischio di nuovi dazi sulla Svizzera
Dopo la vittoria dei democratici alle elezioni di midterm, le banche elvetiche intravedono una possibile distensione sui dazi statunitensi. Restano però incertezze sui dazi già in vigore e sull'andamento del dollaro.

Le elezioni di midterm negli Stati Uniti hanno consegnato ai democratici la maggioranza in entrambi i rami del Congresso. Per le aziende esportatrici svizzere la notizia è potenzialmente favorevole: si riduce il rischio di nuovi inasprimenti daziari.
Con il controllo di Camera e Senato, i democratici potranno frenare le iniziative commerciali di Donald Trump e aumentare la pressione sulla sua agenda tariffaria. Secondo la banca J. Safra Sarasin, si apre uno spiraglio per una distensione dei dazi, in particolare verso i paesi alleati, categoria in cui rientra la Svizzera.
L'incertezza non è finita
Le imprese elvetiche non devono però aspettarsi un rapido smantellamento dei dazi già applicati. Trump conserva il potere di veto sulle decisioni del Congresso e può continuare ad agire tramite decreti in diversi ambiti. Per il tessuto produttivo orientato all'export questo significa convivere ancora con un quadro commerciale instabile, difficile da pianificare per chi deve calcolare margini e investimenti a medio termine.
Il nuovo equilibrio a Washington avrà verosimilmente ripercussioni anche sui mercati finanziari. Il Congresso ha infatti voce in capitolo sulla spesa pubblica americana, un fattore che può incidere sui rendimenti dei titoli di Stato Usa e quindi sul costo del debito pubblico oltreoceano.
Resta aperta, secondo la banca Lombard Odier, la questione dell'effetto che i nuovi rapporti di forza politici avranno sul dollaro. Un suo eventuale deprezzamento peserebbe ulteriormente sulle esportazioni svizzere, già colpite dai dazi, rendendo i prodotti elvetici meno competitivi sul mercato americano. Un dollaro più debole abbasserebbe invece i costi per chi dalla Svizzera viaggia o acquista negli Stati Uniti.
Per le imprese svizzere che dipendono dal mercato americano, il messaggio delle banche resta quindi prudente: meno rischio di un peggioramento, ma nessuna certezza su quando e quanto si allenterà davvero la pressione tariffaria.
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