Cantone Antifascismo a Lugano
Corteo antifascista a Lugano, oltre cento in piazza
Sabato pomeriggio oltre un centinaio di persone ha manifestato a Lugano contro fascismo e autoritarismo, patriarcato e omofobia. Il corteo, scortato dalla polizia, ha attraversato il centro città con cartelli su Claudio Zali e sulla Palestina.

Sabato pomeriggio, poco dopo le 14.30, oltre un centinaio di persone si è radunato in piazza Indipendenza a Lugano per un'assemblea antifascista. Al termine dell'incontro i partecipanti hanno formato un corteo e si sono incamminati lungo le vie del centro città. Un dispositivo della polizia ha seguito l'intero percorso a breve distanza, monitorando lo svolgimento della manifestazione dall'inizio alla fine.
Ad accompagnare l'avanzata del corteo è stato un camioncino che diffondeva musica ad alto volume. Attorno al veicolo si sono levati più volte cori e slogan intonati dai partecipanti, che hanno scandito il passo della manifestazione lungo tutto il tragitto.
Tra i cartelli portati in piazza comparivano riferimenti al caso dell'ex consigliere di Stato Claudio Zali. Non mancavano cartelli con slogan di sostegno alla popolazione palestinese, segno di come la mobilitazione abbia intrecciato temi locali e internazionali.
Le rivendicazioni
Con l'azione collettiva i partecipanti hanno inteso contestare ogni forma di autoritarismo e di fascismo, incluso l'universo delle destre radicali. La mobilitazione si è rivolta anche contro il sistema patriarcale e contro l'omofobia. Sono rivendicazioni che toccano direttamente la condizione di chi, nella società, è più esposto a discriminazioni e a violenze: le persone omosessuali, le donne, chiunque si senta minacciato da forme di autoritarismo.
Il corteo ha attraversato il cuore di Lugano dirigendosi verso la pensilina, polo centrale dei trasporti pubblici della città. La manifestazione ha toccato anche l'area dell'ex Macello, altra tappa del percorso scelto dagli organizzatori.
La giornata di sabato conferma come i temi dell'antifascismo, della parità di genere e dei diritti delle persone omosessuali continuino a mobilitare una parte della popolazione luganese, portando in piazza le proprie rivendicazioni. Restano aperte, nel dibattito pubblico cittadino, le domande su quali spazi di confronto esistano per queste istanze e su quali tutele siano garantite a chi si espone pubblicamente contro discriminazioni e discorsi d'odio.
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