Cantone Edilizia abitativa
Alloggi Ticino, il Governo vuole acquisire tutte le azioni
Il Consiglio di Stato propone di rilevare l’intero capitale azionario di Alloggi Ticino SA, che amministra quasi 1’400 appartamenti a pigioni contenute in oltre 20 Comuni. Il Gran Consiglio discute la proposta lunedì, mentre l’UDC ha già annunciato un referendum.
Il Governo ticinese propone di acquisire la totalità delle azioni di Alloggi Ticino SA, la società che gestisce quasi 1’400 appartamenti a pigione moderata distribuiti in oltre 20 Comuni. Il tema arriva lunedì in Gran Consiglio. L’UDC ha già annunciato che lancerà un referendum se la linea del Governo dovesse essere approvata.
Nata nel 1987, Alloggi Ticino SA amministra oggi 41 stabili, con affitti mediamente il 10% inferiori ai prezzi di mercato. Il direttore Nicola Molinaro, intervistato dalla RSI, descrive una crescita costante negli ultimi anni, con diverse acquisizioni di immobili dal 2019-2020. Nessun immobile, precisa, è mai stato venduto: l’orientamento resta quello dell’espansione, sostenuta da una domanda che continua a esserci.
Gli appartamenti vengono assegnati secondo criteri interni basati su limiti di reddito e sostanza, ispirati alla legislazione federale sulla promozione degli alloggi. Molinaro assicura che la società evita di concludere contratti che impegnino oltre la metà del reddito netto mensile degli inquilini. Sul fronte degli investimenti, il piano della società si estende fino al 2035, per un importo complessivo di almeno 40 milioni di franchi destinati a ristrutturazioni.
Le riserve del mondo economico
La proposta di acquisire l’intero pacchetto azionario non convince il mondo economico, che in generale guarda con diffidenza a un ampliamento del perimetro statale nel settore immobiliare. Il fiduciario Alberto Montorfani ha avanzato una via alternativa: il Cantone, rilevando una società che vale già diverse volte il valore delle sue quote attuali, potrebbe rivenderla a un investitore o trasformarla in una fondazione indipendente, vincolata comunque all’alloggio sostenibile. I mezzi recuperati dalla vendita potrebbero finanziare l’acquisto di terreni o immobili da offrire ad altri operatori, sempre nell’ottica di alloggi a pigione contenuta.
La discussione di lunedì dovrà quindi misurarsi anche con questo interrogativo: se sia preferibile un controllo pubblico diretto e totale della società, con il relativo impegno di risorse cantonali, oppure una soluzione che preservi margini di autonomia e di concorrenza nel settore, senza rinunciare all’obiettivo degli alloggi a prezzi accessibili. L’annuncio di un referendum da parte dell’UDC rende comunque probabile che la decisione finale non si fermi al voto parlamentare.
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