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Al carcere della Stampa è nata la sezione per le detenute

Il penitenziario della Stampa ha una nuova sezione femminile con undici posti, tra cui una cella per madri con bambini piccoli. Finora le detenute erano alla Farera o trasferite fuori cantone.

di Brenno 13 ottobre 2026 2 min di lettura Luganese

È operativa da subito la nuova sezione femminile del penitenziario cantonale della Stampa, presentata lunedì dal Dipartimento delle istituzioni.

Il nuovo comparto offre undici posti. Una cella è pensata per ospitare una madre con un figlio fino a tre anni di età. Ci sono inoltre spazi per il passeggio, per le attività quotidiane e un laboratorio per il lavoro. La sezione è nata dalla ristrutturazione di un comparto già esistente del carcere.

Fino a ora trasferimenti fuori cantone

Negli ultimi anni il numero di donne detenute è aumentato in tutta la Svizzera. In Ticino questo si somma a una più generale pressione sulle strutture carcerarie, con periodi di sovraffollamento che hanno colpito soprattutto il carcere giudiziario della Farera.

Finora le detenute erano ospitate alla Farera oppure, quando la pena da scontare era più lunga, venivano trasferite in penitenziari fuori cantone. Questa soluzione aveva un costo finanziario rilevante per il Cantone e limitava l'accesso delle donne al lavoro e alla formazione durante la detenzione. Significava anche allontanare le detenute dalla propria rete familiare e sociale, in un momento della vita in cui mantenere questi legami può incidere sul reinserimento dopo la pena.

La nuova sezione punta a superare questi limiti, offrendo condizioni più adatte a scontare la pena in Ticino. Il progetto si inserisce in un piano più ampio di adeguamento delle strutture carcerarie cantonali, per cui il Gran Consiglio aveva stanziato nel 2023 un credito di circa 3 milioni di franchi. Con lo stesso intervento sono stati rinnovati anche gli spazi per i detenuti anziani e per le persone con disabilità fisica o motoria.

Nel progettare la sezione, il Cantone ha tenuto conto delle specificità della detenzione femminile e delle Regole di Bangkok delle Nazioni Unite, che chiedono attenzione particolare ai bisogni delle donne private della libertà. Resta da vedere se gli undici posti disponibili basteranno ad assorbire l'aumento della popolazione detenuta femminile registrato negli ultimi anni, o se il Cantone dovrà tornare a fare ricorso a trasferimenti fuori cantone.

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